MILWAUKEE BUCKS-DENVER NUGGETS 97-128 | Vittoria maiuscola e mai in discussione dei Nuggets in trasferta su un campo difficile come quello di Milwaukee - fermata e costretta alla sconfitta dopo 5 vittorie consecutive. Merito di un Nikola Jokic formato MVP e del parziale da 37-23 che indirizza dopo 12 minuti la sfida: Denver ha più energie e più voglia (come dimostra anche il 29-17 con cui si chiude la gara), mentre la difesa dei Bucks non riesce ad arginare gli ospiti e concede il 55.8% dal campo di squadra agli avversari Il protagonista indiscusso è ancora una volta Jokic, autore di 37 punti, 10 rimbalzi e 11 assist con un paio di recuperi e un letale 15/23 dal campo. Per il centro serbo è la nona tripla doppia stagionale, la 50^ in carriera, a conferma della sua duttilità e capacità di incidere in ogni aspetto del gioco. Ai suoi canestri si aggiungono quelli di un quintetto tutto in doppia cifra, con Jamal Murray a quota 24, Will Barton a 14 mentre P.J. Dozier in uscita dalla panchina ne firma 19 con ben 17 tiri tentati. Per i Nuggets è il terzo successo in fila
NEW ORLEANS PELICANS-BROOKLYN NETS 129-134 | Un jumper a bersaglio ruotando su sé stesso, un canestro in penetrazione nonostante la difesa fosse collassata su di lui e quattro tiri liberi a bersaglio nell’ultimo minuto di gioco: questo il bottino grazie al quale Kyrie Irving, ancora una volta orfano degli altri due All-Star, guida i Nets al successo a New Orleans, aiutato anche dai 24 punti di un Joe Harris da 10/16 dal campo - in un match chiuso da Brooklyn con otto dei dieci giocatori scesi sul parquet in doppia cifra
PHILADELPHIA 76ERS-L.A. CLIPPERS 106-103 | Si interrompe a sette la striscia di vittorie dei Clippers, fermati dalla miglior squadra per record della Eastern Conference nella quarta partita in fila per i losangelini disputata senza avere Kawhi Leonard a disposizione. Un successo importante per misurare le ambizioni di Philadelphia, che fa il paio con quello arrivato contro Brooklyn (rimaneggiata dalle assenze) e che permette ai ragazzi di Doc Rivers di consolidare il primo posto in solitaria a Est. Una vittoria che passa, come spesso accade ai Sixers, dalle mani di Joel Embiid - alla 12^ gara stagionale con almeno 30 punti e 10 rimbalzi. Alla sirena finale sono 36 punti con 10/20 dal campo, nessun bersaglio da lontano, ma una sentenza a cronometro fermo: 16/18 dalla lunetta, unico tentativo di rendergli la vita più difficile per una difesa che non è riuscita a contenerlo neanche a rimbalzo (14 in totale). Senza Seth Curry e Tobias Harris, al resto pensano Furkan Korkmaz - 18 punti con 5/12 dall’arco - e Ben Simmons con 12 punti, 9 rimbalzi e 6 assist
BROOKLYN NETS-NEW ORLEANS PELICANS 139-111 | Brooklyn festeggia nel migliore dei modi il ritorno in campo di Kevin Durant, spazzando via dal parquet i Pelicans e vincendo con merito un match da oltre il 55% al tiro dal campo di squadra. Decisivo il secondo quarto: i Nets tirano 14/18 dal campo (78%), segnando 43 punti e arrivando all’intervallo lungo con 20 lunghezze di margine. Il modo migliore per non far pesare l’assenza di James Harden in quella che è la sesta vittoria nelle ultime sette gare
BROOKLYN NETS-CHARLOTTE HORNETS 111-89 | Il primo quarto decide già la gara: un terrificante 32-11 inflitto dai Nets agli Hornets, parziale in cui il solo Jeff Green (12 punti con 5/9 al tiro nei primi 12 minuti, finirà a quota 21) fa meglio da solo di tutta la squadra avversaria. La 7^ vittoria interna consecutiva di Brooklyn arriva grazie a 20 triple a segno (20/45, il 44.4%), con il positivo esordio di LaMarcus Aldridge (11 punti, 9 rimbalzi e 6 assist in quintetto) e un Kyrie Irving vicino alla tripla doppia con 15, 11 rimbalzi e 8 assist Percentuali dal campo sotto il 35%, gli Hornets vanno sotto a rimbalzo (56-44) e concedono la bellezza di 34 assist all’attacco di Brooklyn. Nessun giocatore di coach Borrego fa meglio dei 13 punti della coppia Gordon Hayward-Devonte’ Graham (ma con 3/11 al tiro), mentre Terry Rozier si ferma a 12 e sono 11 dalla panchina i punti di Malik Monk. Charlotte non riesce mai a uscire dalla fossa in cui precipita nel primo quarto, quando tira 4/23 dal campo e finisce sotto anche di 32 punti nel terzo
TORONTO RAPTORS-DENVER NUGGETS 135-111 | In quella che potrebbe essere l’ultima gara di Kyle Lowry ai Raptors, Toronto interrompe una striscia di nove sconfitte travolgendo i Nuggets - sotto di 24 lunghezze già a metà gara e battuti grazie al 24/48 dalla lunga distanza; 50% di conversione e nuovo record di franchigia per canestri dall’arco. Pascal Siakam chiude con 27 punti e 8 rimbalzi, mentre sono 8 punti e 9 assist per Kyle Lowry, che saluta con un +42 di plus/minus - il miglior dato raccolto in carriera Si interrompe così la striscia da record di sei successi in trasferta per i Nuggets (riuscita tre volte nella storia della franchigia del Colorado), che non vanno oltre i 20 punti a testa di Nikola Jokic (10 rimbalzi) e Jamal Murray (7 assist), a cui si aggiungono i 19 realizzati da Michael Porter Jr. e i tanti canestri della lunga rotazione sfruttata da coach Malone che ha schierato ben 14 giocatori diversi in una partita già persa dopo mezz’ora
ORLANDO MAGIC-BROOKLYN NETS 121-113 | La miglior prestazione al tiro dell’intera stagione dei Magic arriva contro uno degli avversari più complicati e permette a Orlando di interrompere una preoccupante striscia di nove sconfitte consecutive battendo i Nets e dimenticando la beffarda sconfitta incassata 24 ore a New York contro i Knicks. Orlando tira con il 51.2% dal campo, raccoglie 21 triple - massimo in stagione - e vola sul +19 a fine terzo quarto, scongiurando poi la rimonta Nets nel finale, partiti con un parziale di 16-1 nell'ultima frazione Prestazione convincente da parte di tutti in casa Magic, a partire da Aaron Gordon che si lascia alle spalle con facilità il precedente massimo in stagione da 24 punti e ne mette a referto ben 38 con 14/20 dal campo e un semi-perfetto 7/8 dall’arco che mette alle corde la difesa di Brooklyn. Al resto pensa Evan Fournier, con 31 punti e 10/13 al tiro a cui si aggiungono i 22 punti, 14 rimbalzi e 8 assist di Nikola Vucevic. A guardare le cifre insomma, per una sera, i “Big Three” sono scesi sul parquet indossando la maglia di Orlando Brooklyn invece è ancora una volta costretta a rinunciare a Kevin Durant e al nuovo arrivato Blake Griffin, ma non riesce ad approfittare dello straordinario stato di forma del rientrante Kyrie Irving (assente nell'ultima gara) per portare a 7 il numero di successi consecutivi: l’ex Cavs e Celtics chiude con 43 punti, 19/31 dal campo e 6 rimbalzi a referto, a cui si aggiungono i 19 e 9 assist di un James Harden apparso per una volta appannato (4/15 al tiro) in questi primi due mesi di altissimo livello in maglia Nets
ATLANTA HAWKS-CLEVELAND CAVALIERS 100-82 | Quinta vittoria consecutiva per Atlanta, che non ha ancora perso da quando Nate McMillan è stato promosso a capo-allenatore ad interim. L’avversario non certamente dei più pericolosi, visto che Cleveland ha perso tre partite in fila, ma gli Hawks non vincevano cinque partite consecutive da ben quattro anni, imparando a chiudere i conti nel finale grazie a un ultimo quarto da 31-16 Protagonista del parziale decisivo è stato anche Danilo Gallinari, partito titolare al posto di Clint Capela tenuto a riposo. L’azzurro ha chiuso con 20 punti, secondo miglior realizzatore alle spalle di John Collins con 22+13, firmando la tripla del +11 (prima doppia cifra di vantaggio del match) in una serata da 5/12 al tiro (3 triple a segno) e 5 rimbalzi in 28 minuti di gioco. Sorprendente l’apporto del two-way Nathan Knight (16+9 in 23 minuti), ai Cavs non sono serviti i 15 di Collin Sexton in una serata da 38% al tiro di squadra
PORTLAND TRAIL BLAZERS-SACRAMENTO KINGS 123-119 | Sembra quasi di rivivere un perenne Giorno della Marmotta, ma è semplicemente Damian Lillard che vince le partite nel finale. Per l’ennesima volta l’All-Star dei Blazers è salito di livello nel “Dame Time”, decidendo la sfida con i Kings grazie a un parziale personale di 10-0 semplicemente inevitabile, con quattro punti in fila per sorpassare gli avversari e due triple per creare il vantaggio mantenuto fino alla fine, seppur con qualche patema A fine gara sono 44 i punti di Lillard (15 nell’ultimo quarto) con 13/26 al tiro e 8/15 dalla lunga distanza, oltre a un perfetto 10/10 ai liberi a cui aggiunge anche 7 assist e 0 palle perse. In una partita tiratissima — 9 avvicendamenti alla guida nel punteggio e 11 parità, nessuna squadra sopra i 6 punti di vantaggio — è decisiva anche la doppia doppia da 22+21 di Enes Kanter, che ha sbagliato solo 4 dei 15 tiri tentati. L’unico altro in doppia cifra è Carmelo Anthony con 16 per la terza vittoria in fila dei Blazers Sono ben sette invece i giocatori in doppia cifra per i Kings, che non riescono a dare continuità dopo il successo sui Lakers. Il migliore è De’Aaron Fox con 32 punti (18 nel solo ultimo quarto, provando a riaprire da solo la partita dopo le prodezze di Lillard), 8 rimbalzi e 12 assist, insieme ai 21 di Buddy Hield e i 17 di Harrison Barnes. Sacramento arriva comunque alla sosta con un record perdente (14-22) e lontani quattro partite anche solo dal decimo posto che vale il torneo play-in: chissà se dopo la sosta ci sarà ancora Luke Walton a guidarli in panchina