Dopo tre sconfitte di fila, la Dea ritrova la vittoria battendo 3-1 i veneti. Aspettando i risultati della 34^ giornata, i nerazzurri tornano ...
#Bari #Cassano #Cronachedispogliatoio 🔘 Iscriviti 🔘 https://www.youtube.com/channel/UCfmCGVXfpAMSi4PP8kqWlbA?sub_confirmation=1 🔥Twitch 🔥 https://www.twitch.tv/cronache_di_spogliatoio ◻ Instagram ◻ https://www.instagram.com/cronache_di_spogliatoio/ ◼ Facebook ◼ https://it-it.facebook.com/cronachedispogliatoio/ 💬 Twitter https://twitter.com/cronachetweet ®Sito Web https://www.cronachedispogliatoio.it/ 📱Scarica la nostra APP https://www.cronachedispogliatoio.it/app/ La NOTTE in cui l’ITALIA scoprì ANTONIO CASSANO ||| Una stagione da DIO Questa rubrica si chiama “Una stagione da Dio” e quindi per definizione dovrebbe raccontare i momenti brevi ma intensissimi in cui squadre medio-piccole, per un anno intero, hanno vissuto la vertigine dell'alta classifica, di una finale di Coppa, eccetera eccetera. Ma sappiamo bene che ci sono tante altre squadre che non sono riuscite a raggiungere nemmeno il penultimo scalino verso il paradiso. Per esempio, il Bari. Bari è la città italiana più grande a non aver mai partecipato alle Coppe Europee. 317 mila abitanti, uno degli snodi commerciali più importanti del Mediterraneo, ma mai una qualificazione: miglior piazzamento in serie A, un settimo posto nel 1947. Qualche volta ci aveva anche provato, per esempio all'inizio degli anni Novanta, quando aveva speso oltre dieci miliardi per portare in Italia un ottimo giocatore come David Platt, stella dell'Inghilterra ai Mondiali di Italia '90: era finita con un'incredibile e amarissima retrocessione in serie B. Da quel momento la proprietà dei Matarrese aveva deciso di non fare più il passo più lungo della gamba, non volendo più andare, nella migliore delle ipotesi, oltre una monotona permanenza nella colonna di destra della classifica. Il Bari è una delle squadre yo-yo per eccellenza del calcio italiano, una lunga serie di promozioni e retrocessioni e poi ancora promozioni e retrocessioni. Non ha mai avuto una vera “stagione da Dio”, al massimo una lunga serie di giornate e serate di grazia da raccontare ai nipotini. Questo è il grande cruccio dei tifosi baresi, a cui sono sempre state negate le emozioni provate da piazze più piccole, che so, Parma, Udine, Vicenza, Bergamo... Eppure, almeno per una notte, freddissima e caldissima insieme, dalle “finestre” del San Nicola – lo stadio-astronave di Renzo Piano – sembrò spalancarsi il mare di un futuro diverso. Manca una settimana a Natale, all'ultimo Natale del secolo. È il 18 dicembre 1999, un sabato sera. Strade intasate dallo shopping pre-natalizio della città più “milanese” del Sud Italia. Come diceva quel film degli anni Ottanta con Massimo Boldi e Teo Teocoli: “Si ringrazia la regione Puglia per averci fornito i milanesi”. A volte però è vero il contrario, nel senso: ci sono anche dei milanesi che a Bari ultimamente si trovano molto male. Parliamo dell'Inter, che contro i pugliesi hanno perso tutte le ultime quattro partite di campionato: due a San Siro, due al San Nicola. Con esiti anche nefasti per la classifica finale come per esempio nella stagione 1997-98, che è passata alla storia come il campionato del duello con la Juve, lo scontro Ronaldo-Iuliano, eccetera, dimenticando che la Juve ha vinto lo scudetto con cinque punti di vantaggio sull'Inter, uno in meno di quelli che l'Inter ha lasciato al Bari: sei su sei. Nelle sfide Inter-Bari il mondo spesso e volentieri si è rovesciato: il sudafricano Phil Masinga si è scoperto molto più efficace di Ronaldo, che nella sua stagione d'esordio ha dovuto subire a San Siro la spietata marcatura del marocchino Rachid Neqrouz. Altri giocatori qualunque sono diventati incubi, come lo svedese Osmanovsky o la sconosciuta ala destra Gianluca Zambrotta, pescato al Como, in serie C, dal direttore sportivo Carlo Regalia. Ma la sera del 18 dicembre 1999 le distanze sembrano un po' più nette: intanto l'Inter si è riassestata attorno al miglior allenatore italiano degli ultimi cinque anni, Marcello Lippi, e a una campagna acquisti faraonica che ha portato in nerazzurro Angelo Peruzzi, Christian Panucci, Laurent Blanc, Gigi Di Biagio, Vladimir Jugovic, l'esterno sinistro greco Georgatos e dulcis in fundo il centravanti più forte del mondo, Bobo Vieri. Viene da una sconfitta immeritata in casa della Juventus ma è in piena corsa per lo scudetto, staccata di cinque punti dalla coppia Lazio-Juve. Il Bari, invece, è a pezzi, soprattutto in attacco: la classifica gli sorride – settimo posto, con margine già rassicurante sulle ultime quattro posizioni – ma per la partitissima contro l'Inter dovrà fare a meno dei suoi unici tre attaccanti in rosa. 00:00 Il Bari 1999/2000 02:14 18 Dicembre 1999 15:40 FantAntonio 21:38 Post Scriptum
#Zico #Udinese #Calciomercato 🔘 Iscriviti 🔘 https://www.youtube.com/channel/UCfmCGVXfpAMSi4PP8kqWlbA?sub_confirmation=1 🔥Twitch 🔥 https://www.twitch.tv/cronache_di_spogliatoio ◻ Instagram ◻ https://www.instagram.com/cronache_di_spogliatoio/ ◼ Facebook ◼ https://it-it.facebook.com/cronachedispogliatoio/ 💬 Twitter https://twitter.com/cronachetweet ®Sito Web https://www.cronachedispogliatoio.it/ 📱Scarica la nostra APP https://www.cronachedispogliatoio.it/app/ ZICO all’Udinese ||| Quando il più FORTE del MONDO giocava in FRIULI Attorno alla stagione 1982 83 dell'Udinese c'è una curiosa leggenda metropolitana. Ne ha scritto Sportweek nel 2019, l'hanno riportata in tanti: quell'anno l'Udinese non riusciva mai a vincere in casa e spesso era successo che i tiri dalla distanza si foss ero stampati sulla traversa. A segnalare la cosa era stato soprattutto Ivica Surjak, attaccante jugoslavo che era uno dei due stranieri in Friuli, insieme al libero brasiliano Edinho . Surjak, da buon tiratore di punizioni, aveva voluto vederci chiaro sulla reale altezza delle porte del Friuli. Aveva segnalato la cosa all'allenatore, Enzo Ferrari, ed era saltato fuori che in effetti le traverse erano di cinque centimetri più basse rispetto alla misura regolamentare di 2 metri e 44. A metà stagione avevano si stemato le cose, cambiando le porte in gran segreto, per evitare una raffica di 0 2 a tavolino. Sarà vero? Le cronache dei giornali riportano solo due traverse casalinghe dell'Udinese, e una sola traversa di Surjak, in uno 0 0 contro il Napoli ma sapete come si dice, mai rovinare una bella storia con la verità. Siamo nel 1983 e ormai da due anni la Serie A ha finalmente concesso la possibilità di acquistare calciatori stranieri . La riapertura delle frontiere ha riacceso i riflettori sul campionato italian o , che adesso è il punto di riferimento di tutto il calcio mondiale: aver vinto i Mondiali l'anno prima ha dato ulteriore lustro al nostro pallone, al quale guardano i fenomeni sudamericani. Nella stagione successiva al trionfo spagnolo hanno giocato in se rie A due peruviani, due uruguaiani, quattro argentini e quattro brasiliani, ma non il pezzo migliore della collezione: un fuoriclasse da 630 gol in carriera, capocannoniere del campionato brasiliano 1980 e 1981, che non ha vestito altre maglie se non l a n umero 10 del Flamengo e della Seleçao, quella che gli è stata strappata da Claudio Gentile in un duello leggendario allo stadio Sarrià di Barcellona: il Pelé bianco, Arthur Antunes Coimbra, detto Zico. Non che il calcio italiano non ci abbia provato. Per p rimo si era mosso il Milan, primavera 1981, con un tentativo rapidamente scivolato nel patetico. Nelle intenzioni doveva essere il grande colpo per festeggiare il ritorno in serie A dopo la retrocessione per il Totonero: a 28 anni Zico era il più forte del mondo, a inizio maggio aveva segnato il gol decisivo nella prima vittoria a Wembley del Brasile dopo 60 anni. Tre giorni dopo aveva fatto il bis a Parigi contro la Francia. Il problema però era che il Milan aveva concentrato tutti gli sforzi economici sul giocatore puntando a comprarlo “a parametro zero”, come si direbbe oggi, in un clima sempre più ostile da parte dei media locali: Gianni Rivera aveva anche ottenuto l'ok di Zico, ma la società aveva offerto ben poco al Flamengo che a fine maggio irrita to dall'avarizia degli italiani aveva annunciato il rinnovo del contratto del giocatore, con un ingaggio da quasi un miliardo e 400 milioni di lire. Una figuraccia: Rivera e il presidente Colombo erano volati in Brasile a prendere Zico senza considerare il rischio di tornare a casa a mani vuote. “Giochi senza frontiere, senza rispetto dei tifosi”, aveva scritto all’epoca il Guerin Sportivo. L'allargamento da uno a due stranieri per squadra a partire dal 1982 aumenta le possibilità e le suggestioni. Il Bra sile è terra di conquista anche grazie al lavoro incessante di spregiudicati emissari che contattano direttamente i giocatori, incantandoli con promesse di ingaggi da favola. Zico è l'oggetto di desiderio di molti, a cominciare dall'Inter, che sostituirebb e volentieri il deludente Juary con “o Galinho” (il galletto) per le sue movenze eleganti e l'andatura a testa alta palla al piede. Un inviato speciale dell'Inter viene avvistato a Rio de Janeiro, ma niente da fare. Ci pensa anche la Roma, alle prese con u na complicatissima trattativa di rinnovo per Falcao. Ci pensa persino la neopromossa Lazio, per bocca del presidente in pectore Giorgio Chinaglia, che in un'intervista al settimanale “Oggi” annuncia di aver trovato un accordo con Zico. 00:00 L'Udinese 82-83 02:44 Tentativo fallito 08:40 La trattativa 18:50 La sentenza
Le azioni salienti del match Vibo-Piacenza valido per l'ultima giornata di Regular Season. La vittoria della formazione di coach Bernardi ha decretato la retrocessione in A2 dei vibonesi dopo sei campionati consecutivi nella massima serie.
Le pagelle del Derby della Mole, in cui Juventus e Torino hanno pareggiato. Stati d'animo differenti nelle 2 tifoserie, i torinisti festeggiano come avessero vinto la Champions, gli juventini, invece, si comportano come avessero perso 5 a 0 e la sconfitta fosse costata la sconfitta in finale di Champions, la sconfitta in finale in Coppa Italia e la retrocessione in B. Serve equilibrio e ricordarsi che è un anno di ricostruzione. Di tutta sta partita mi tengo le parole di De Ligt Martedì il capitano potresti essere proprio tu? “No non credo, sarà capitano chi ha giocato più partite per questo club. Io dovrò aspettare ancora qualche anno”. #PagelleJuveToro #JuveToro #ForzaJuve #FinoAllaFine #Juve #Juventus #JuventusFC
L'unico match delle ore 15 della 18.a giornata è un insolito Spezia-Empoli che si disputa allo Stadio Alberto Picco di La Spezia. Per i liguri l'occasione di staccare il terzetto di bassa classifica in zona retrocessione è ghiotta, ma a chiedere strada all'undici di Thiago Motta c'è l'Empoli delle meraviglie di Andreazzoli che in trasferta ha una media da Champions e proprio l'Europa potrebbe iniziare a vedere in caso di vittoria, conquistando i 30 punti a una giornata dal termine del girone di andata. Le aspettative non premiano i rispettivi tecnici che dopo una gara combattuta e intensa, si accontentano del pari, muovendo la propria classifica senza correre particolari rischi. Decidono due autoreti, ironia del destino proprio di due ex: prima Marchizza, poi Nikolaou, per l'1-1 definitivo. Spiegazione voti ufficiali a cura di Pierluigi Pardo, del Team Pagelle Fantacalcio.it. 🔢 TUTTI I VOTI UFFICIALI 👉 https://www.fantacalcio.it/voti-fantacalcio-serie-a 📋 LE PAGELLE SPIEGATE 👉 https://www.fantacalcio.it/pagelle/2021-22/Atalanta 📰CRONACHE E TABELLINI 👉 https://www.fantacalcio.it/serie-a 👟 ANALISI ASSIST 👉 https://www.fantacalcio.it/analisi-assist 🆕 TUTTE LE NOVITA' DI FANTACALCIO® DEL 21/22 👉 https://www.fantacalcio.it/news/redazionali/28_07_2021/fantacalcio-2021-2022-via-leghe-live-mantra-liste-quotazioni-tutte-le-novita-409770 📱 SCARICA LE NOSTRE APP 👉 https://www.fantacalcio.it/applicazioni-fantacalcio #Fantacalcio #Voti #FantacalcioSerieATIM
Venezia Juventus 1-1 (gol morata, aramu) #veneziajuventus 17°esima giornata Seria A 2021/22 Bianconeri di Massimiliano Allegri reduci da 4 vittorie nelle ultime 5 di campionato con 4 clean sheet ottenuti con Fiorentina, Lazio, Salernitana, Genoa. In Champions dopo la vittoria con il Malmo per 1-0 è arrivato il passaggio agli ottavi di finale con il primo posto nel girone. Lunedi il sorteggio Venezia allenato da Zanetti che milita poco sopra la zona retrocessione dove rischiano grosso Salernitana (sconfitta per 4-0 dalla Fiorentina) Genoa (sconfitta 1-3 nel derby della lanterna con la Sampdoria) Spezia e Cagliari I MIEI SOCIAL per SEGUIRMI: ✅ISCRIVITI AL CANALE ► https://www.youtube.com/channel/UCIIllyu_vO5sUgUBkp8Xktg/ ✍🏻 TIKTOK ► https://vm.tiktok.com/ZMR4J3A8t/ ✍🏻 TWITCH ► https://www.twitch.tv/airwaytv ✍🏻 TWITTER ► https://twitter.com/airway96?s=08 📷 INSTAGRAM ► https://www.instagram.com/alessio_rufus/ ✍🏻 INFO & COLLABORAZIONI ► airway@corax.business
Dopo l'amara retrocessione dalla cadetteria, la Reggiana e la sua tifoseria stanno affrontando il campionato attuale con il piglio di chi vuol riprendersi velocemente quanto perduto. Con l'Imolese è stata un'ulteriore tappa di avvicinamento a questo obiettivo, con la squadra che pur sprecando un rigore riesce comunque a vincere in campo e la tifoseria che, sugli spalti, è protagonista di un'ottima prova sia per i numeri che per la qualità espressa. Riviviamo la serata in alcuni brevi scorci video del nostro corrispondente Tino Chinnì.