curve,scontri,coreografie &dintorni: clashes between benfica and sporting lisbona fans (Portugal)
curve,scontri,coreografie &dintorni: clashes between benfica and sporting lisbona fans (Portugal)

ultras clashes between the no name boys (benfica fans) and the casuals (sporting lisbon fans) portugal confrontos de ultras entre os meninos sem nome (fãs de benfica) e os casuais (fãs de desporto desportivo) portugal scontri ultras tra i no name boys (tifosi del benfica) e i casuals (tifosi dello sporting lisbona) portogallo _______________________________________________________________ articolo preso da" Cosa vuol dire essere ultras? "https://it-it.facebook.com/notes/no-a... Vuol dire combattere e battersi per la propria curva, per i propri colori, é l'ultimo esempio di chi lotta x un ideale; Ultras lo si é anche dopo, al lavoro, all'università, con la fidanzata, con la moglie, vuol dire sentire dentro un fuoco ed é la più alta forma di passione, perché l'ultras é passionale, sempre. Essere ultras al giorno d'oggi significa essere gli ultimi amanti di un calcio malato fatto solo di denaro e profitto, significa fare sacrifici inconcepibili, apprezzare le piccole cose e crescere sulle delusioni. Essere ultras non significa essere un delinquente o un criminale; significa credere e lottare x un'ideale. I criminali sono altri. Significa che il primo amore é la squadra del cuore.L'ultras non ha un nome per il mondo esterno, solo gli amici lo conoscono. L'ultras non ha volto, spesso un cappuccio gli copre la testa, una sciarpa la bocca. L'ultras non si veste in modo normale, non segue le mode, boccia le novita'. Quando sale su un treno, cammina su un marciapiede anche se non ha vessilli della propria squadra, lo riconosci. L'ultras attacca se attaccato, aiuta nel bisogno. L'ultras non smette di essere tale appena si toglie la sciarpetta o rientra a casa dopo una trasferta, continua a lottare 7 giorni su 7. L'ultras veterano da l'esempio a quello giovane, e quello giovane rispetta il veterano. L'ultras giovane e' fiero di stare al lato del veterano, di imparare dalle sue critiche e inorgogliosirsi dai suoi complimenti. Quando la gente guarda un ultras non lo capisce, e lui non vuole essere capito dalla gente, non da' spiegazioni sul suo modo di essere. Ogni ultras e' diverso, c'e' quello che veste solo materiale ultras e della sua squadra e quello che non ha neanche una maglietta del suo gruppo. C'e' quello che si muove solo col gruppo e quello che fa gruppo per se. Gli ultras sono diversi ma li unisce l'amore per la propria squadra, la tenacia nel resistere oltre 90 minuti in piedi sotto la pioggia o al freddo, li unisce il riscaldarsi con un coro cantato a squarciagola, li unisce la sicurezza dell'amico che gli dorme accanto sul treno che ti riporta dalla trasferta, li unisce la passeggiata goliardica nella citta' avversaria, li unisce la gioia di partire per una trasferta e la stanchezza del ritorno, li unisce quel panino diviso in due dopo ore di digiuno, li unisce quella sigaretta offerta nello scompartimento e ridata in curva, li unisce quella litigata sull'esterno sinistro panchinaro fatta nella penombra di un treno notturno, li unisce quello sguardo dopo uno scontro, li unisce la mentalita'. Le cose che ci uniscono, contemporaneamente ci dividono dal mondo esterno, ci allontanano da genitori preoccupati, da zii scandalizzati, da compagni di classe impauriti e da professori disgustati.L'ultras e' l'eccezione alla regola, e' l'inaspettato che ti sorprende, e' la sorpresa che ti smorza il sorriso quando pensi di averla fatta franca. L'ultras e' anche il braccio che ti tira sul vagone prima che si chiudono le porte. L'ultras non e' violenza gratuita, e' la difesa intransigente di uno stile di vita messo in pericolo da biglietti nominativi, dalle pay-tv, dall'imborghesimento delle nuove generazioni, dalla tv-spazzatura e, soprattutto, dalla repressione. L'ultras e' questo e molto altro, altri sentimenti non rinchiudibili in parole, incombrensibili alla gente comune che preferisce vivere dietro un vetro piuttosto che infrangerlo e entrare nella realta', fredda e piovosa.



Lecce Soccer Academy - Nardò (3-2) U15
Lecce Soccer Academy - Nardò (3-2) U15

Highlights 8°Giornata Regionali U15 Maragliulo (N) Maragliulo (N) n.d (L) Peluso (L) Arnesano (L) N.B. Le riprese montate nella clip sono dei video amatoriali filmati da alcuni genitori della squadra ospite presenti sugli spalti, quindi le immagini non forniscono un'idea complessiva dell'incontro. Complimenti ai nostri avversari che si confermano squadra di assoluto valore.



Ribery cicatrici: cosa gli è successo da piccolo
Ribery cicatrici: cosa gli è successo da piccolo

Ribery cicatrici: cosa gli è successo da piccolo: https://www.notizie.it/ribery-cicatrici-cosa-gli-successo-piccolo/. Grazie per la visione, iscriviti per altri video. Il calciatore francese Franck Ribery è facilmente riconoscibile a causa di due profonde cicatrici che ha sul volto. La storia dietro queste ferite.Franck Ribery è un calciatore francese e centrocampista del Bayern Monaco. L’immagine dello sportivo è facilmente riconoscibile a causa delle due profonde cicatrici che si trovano sul suo volto. Queste sono legate a un tragico episodio della sua infanzia. Le cicatrici di Ribery Il calciatore francese Franck Ribery ha riportato due profonde cicatrici sul lato destro del volto. La prima cicatrice va dalla tempia al mento mentre la seconda è più corta, nonostante sia abbastanza evidente, ed è parallela alle sopracciglia. La vicenda dietro queste due ferite è molto tragica anche se all’inizio si è ipotizzata un’altra storia. Secondo alcuni le due cicatrici sono un residuo di un’adolescenza turbolenta anche se il padre del calciatore ha smentito tutto dichiarando che non si tratta di un pestaggio finito male ma di una tragica caduta. Le fonti biografiche, infatti, hanno riportato che le due cicatrici sono il risultato di un incidente stradale in cui il piccolo Ribery, insieme ai suoi genitori, sono stati coinvolti. A causa dell’impatto il bambino è stato sbalzato fuori dalla vettura ed è stato ferito gravemente. Le due cicatrici hanno anche dei soprannomi: Quasimodo e Scarface. Il secondo soprannome gli è stato dato dai tifosi del Galatasaray durante il suo periodo in Turchia. Le due cicatrici hanno cambiato per sempre la sua vita e lo sportivo in una intervista ha detto che nonostante tutti lo guardassero in modo strano queste hanno avuto anche effetti positivi. Carriera calcistica La carriera sportiva di Franck Ribery comincia nella squadra della sua città per poi proseguire all’Olympique Ales, poi allo Stade Brest e al Metz. In seguito il calciatore si trasferisce in Turchia nella squadra Galatasaray per poi tornare in Europa con l’Olympique Marsiglia. Grazie alle sue prestazioni viene convocato in Nazionale che si presenta al campionato del mondo 2006 durante il quale la Francia arriva seconda perdendo contro l’Italia. Franck Ribery è uno dei più forti calciatori al mondo ed è stato nominato miglior calciatore francese dell’anno nel 2007 e nel 2008 e miglior calciatore del campionato tedesco nel 2008. Lo sportivo conta 81 presenze e 16 gol con la Nazionale francese con cui ha preso parte a due mondiali e a due europei. Dal 2006 Franck Ribery è un calciatore della squadra tedesca Bayern Monaco e indossa la maglia numero 7 che era appartenuta al calciatore Mehmet Scholl. Nel corso delle stagioni lo sportivo ha vinto numerosi riconoscimenti con la sua squadra e nonostante vari infortuni subiti è sempre tornato in campo per poter far grande il Bayern Monaco.




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