Quarti di finale di Coppa Italia Inter-Roma 2-0 (Dzeko Sanchez) Roma eliminata dalla coppa italia SEGUIMI SUI SOCIAL SOCIAL: ● INSTAGRAM PUBBLICO► https://www.instagram.com/gio.giant PRIVATO ► https://www.instagram.com/gigantegiorgio ● TWITCH ► https://www.twitch.tv/giogiant ● DONAZIONE ► https://streamlabs.com/thegiantofficial ● TWITTER ► https://twitter.com/gigante_giorgio ● EMAIL ► giorgio.gigante@corax.business ● FACEBOOK ► www.facebook.com/the1giant ● TELEGRAM ► https://t.me/giogiantyt Attivate la campanella 🔔 per rimanere sempre aggiornati e ricevere le feed ! Se il video ti è piaciuto, lascia un mi piace, un commento e ISCRIVITI AL CANALE per restare sempre aggiornato sul mondo del calcio e non. CIAO WAGLIO
🎥 HIGHLIGHTS: Conversano 🆚 Brixen 25-24 d.t.r. ➡ Il quarto di finale più atteso è anche la partita più emozionante: servono i tiri dai sette metri per consegnare ai campioni in carica del Conversano la semifinale contro la Junior Fasano! #ItaliaPallamano
parliamo dei risultati del venerdì, con il pareggio tra il Benetton Treviso e i Dragons e la sorpresa della vittoria di Bath con in campioni d'Inghilterra gli Arlequins
🔘 Iscriviti 🔘 https://www.youtube.com/channel/UCfmCGVXfpAMSi4PP8kqWlbA?sub_confirmation=1 🔥Twitch 🔥 https://www.twitch.tv/cronache_di_spogliatoio ◻ Instagram ◻ https://www.instagram.com/cronache_di_spogliatoio/ ◼ Facebook ◼ https://it-it.facebook.com/cronachedispogliatoio/ 💬 Twitter https://twitter.com/cronachetweet ®Sito Web https://www.cronachedispogliatoio.it/ 📱Scarica la nostra APP https://www.cronachedispogliatoio.it/app/ A metà degli anni Novanta italiani, ricchi, felici e un po' illusori, stava incastonata una squadra che racchiudeva tutto il meglio della provincia italiana: l'ingegno, il buon artigianato, la tranquillità, la strategia, la consapevolezza di non poter fare il passo più lungo della gamba ma anche l'ambizione di evadere dalla routine per andare a giocarsela all'Olimpico, a San Siro, addirittura a Londra. Tutto questo era il Vicenza, che come tutte le piccole squadre assurte a improvvisa notorietà era sempre “di qualcuno”. Il Cagliari “di Gigi Riva”, l'Udinese “di Zico”, il Foggia “di Zeman”... In passato c'era stato un altro grande Vicenza, quello “di Paolo Rossi” che nel 1978, sotto la guida di Gibì Fabbri, era arrivato secondo in classifica alle spalle della Juventus. Ma questo Vicenza non ha un campione di riferimento, anzi si specchia nel suo giovane tecnico: il Vicenza “di Guidolin”. A 42 anni Francesco Guidolin si presenta come una via di mezzo tra Osvaldo Bagnoli, il tecnico del Verona che l'ha lanciato in serie A da giocatore (centrocampista di talento, ma leggerino), e Arrigo Sacchi, l'uomo che ha folgorato almeno una generazione di giovani allenatori. Ha già la smisurata passione per il ciclismo che lo accompagna ancora oggi; ha già un carattere introverso, poco incline alla battuta o alla frase a effetto, che forse gli precluderà una carriera ad altissimi livelli. Da Bagnoli ha imparato la passione per il lavoro di cesello, di affinamento, specialmente con i giocatori ancora poco affermati; con Sacchi condivide un approccio al mestiere un po' troppo “intenso”, fino a degradare in vero e proprio stress. L'anno prima il Vicenza, neopromosso in serie A e dato da molti per retrocesso in partenza, si è salvato alla grande e ha passato l'estate soprattutto a monetizzare, vendendo per sei miliardi di lire lo stopper svedese Bjorklund ai Rangers Glasgow. Non sono arrivati grossi rinforzi, almeno sulla carta: il posto di Bjorklund verrà preso da Davide Belotti, mentre a rinfoltire l’attacco c'è Giovanni Cornacchini, 31enne attaccante del Bologna che sembra avere già alle spalle il meglio della carriera. La squadra gioca con un classico 4-4-2 che evolve in un “4-5-1 alla Lobanovsky”, come scrive Gianni Mura su Repubblica, “con Gilberto D'Ignazio alla Rats, il terzino sinistro, e Otero alla Belanov”. Il portiere è Luca Mondini, i due centrali sono Belotti e il capitano Giovanni Lopez, Sartor è il terzino destro più bloccato rispetto a D'Ignazio, che invece s'intende a memoria con il velocissimo Gabriele Ambrosetti, esterno sinistro. La prima riserva è l'uruguaiano Mendez, molto duttile, che può ricoprire tutti i ruoli della difesa. Il regista e leader dello spogliatoio è il vecchio Mimmo Di Carlo, che per rimanere a Vicenza in serie A ha accettato un rinnovo del contratto in bianco; accanto a lui Jimmy Maini (Màini), mediano con licenza d'inserimento che vivrà la miglior stagione della carriera. In attacco, il classico schema anni Ottanta e Novanta della punta forte fisicamente insieme a quella veloce: e dunque Roberto “Bum Bum” Murgita, implacabile soprattutto di testa, e l'uruguayano Marcelo Otero alle sue spalle. Il Vicenza esplode subito, già alla prima di campionato. Il calendario prevede la trasferta a Firenze, in casa di una Viola che ha da poco vinto la Supercoppa Italiana con un Batistuta in condizioni strepitose e non fa mistero di puntare allo scudetto. 90 minuti dopo il Franchi ne uscirà terremotato: Fiorentina-Vicenza 2-4, quattro gol di Otero, secondo giocatore della storia vicentina a segnare un poker in serie A dopo Paolo Rossi (contro la Lazio nel 1979). Otero “facci un pero”, secondo il coro della curva biancorossa (nello slang vicentino, “pero” vuol dire gol), diventa il protagonista assoluto dei giornali, anche se non riuscirà a mantenere quelle folli medie-gol per tutta la stagione. Ma approfittando dei fari spenti il Vicenza si rivela una brutta gatta da pelare per tutte le big: alla quinta giornata al Menti cadono i campioni d'Europa della Juventus, sconfitti 2-1 anche grazie a una grande intuizione di Guidolin che manda in campo a partita in corso l'esterno sinistro Massimo Beghetto, dotato di un gran tiro mancino, cioè proprio la soluzione che decide quella partita. È la prima stagione in cui Tele+ trasmette in diretta, in pay-per-view, tutte le partite della serie A, e così il grande pubblico televisivo inizia a familiarizzare con le tribune dello stadio Romeo Menti, un vecchio impianto sfuggito ai riammodernamenti di Italia '90.
#juvmal #kean #dewinter La Juventus batte gli svedesi del Malmoe, appena laureatosi campioni di Svezia, con una rete di Kean su una splendida trivela di Bernardeschi. Prestazione a ritmi bassissimi, specialmente nel secondo tempo, contro uno degli avversari più deboli di questa edizione della Champions League, tantissima imprecisione nei passaggi decisivi e tantissimi gol divorati. Da segnalare gli esordi di De Winter, titolare, e di Miretti e Da Graca, entrati nella ripresa. Bene anche Perin, all'esordio in Europa, e Arthur al rientro dal primo minuto. Male invece secondo me Alex Sandro, Rabiot e anche Morata, i quali hanno messo a referto una prestazione veramente di pochissima qualità. Siamo primi grazie al pareggio del Chelsea contro lo Zenit, parliamone insieme...
🔘 Iscriviti 🔘 https://www.youtube.com/channel/UCfmCGVXfpAMSi4PP8kqWlbA?sub_confirmation=1 🔥Twitch 🔥 https://www.twitch.tv/cronache_di_spogliatoio ◻ Instagram ◻ https://www.instagram.com/cronache_di_spogliatoio/ ◼ Facebook ◼ https://it-it.facebook.com/cronachedispogliatoio/ 💬 Twitter https://twitter.com/cronachetweet ®Sito Web https://www.cronachedispogliatoio.it/ 📱Scarica la nostra APP https://www.cronachedispogliatoio.it/app/ Le QUALIFICAZIONI più ASSURDE della STORIA DEL CALCIO ||| 17 novembre 1993 17 novembre 1993 Tutto in una notte, l'ultima notte europea di un vecchio calcio, di un vecchio sistema. Prima che l'Unione Sovietica e la Jugoslavia si dividessero in mille frammenti, l'ultima notte della Cecoslovacchia, l'ultima notte di qualificazione a un Mondiale a 24 squadre, con molti meno posti disponibili. La notte che cambierà la vita di almeno cinque persone diverse. DAVID GINOLA SANTIAGO CANIZARES DINO BAGGIO PAUL BODIN DAVIDE GUALTIERI (ok, questi ultimi due forse non sono così conosciuti) Oltre a quello della Germania campione uscente, l'Europa ha dodici posti: le prime due di ognuno dei sei gironi di qualificazione. L'Europa sta cambiando profondamente: già dall'Europeo 1996 ci saranno molte nazionali in più, la frammentazione della Jugoslavia e dell'Unione Sovietica porterà una quindicina di nuovi Paesi. Qualificazioni strane. La prima europea a qualificarsi aritmeticamente è stata non l'Italia, non la Spagna, non l'Inghilterra, non l'Olanda... ma LA GRECIA, al suo primo Mondiale nella storia. Poi la Russia, che non è più URSS, non ha più la scritta CCCP sulle maglie, ha cambiato bandiera... ma si è qualificata. Poi qualcun'altra alla spicciolata, la Norvegia che è clamorosamente seconda nel ranking FIFA. Una settimana fa è capitato alla Svezia, altra squadra da tenere d'occhio, come tutte quelle del Nord Europa. La sera del 17 novembre 1993 ci sono ancora otto posti da assegnare e sono ancora tante le squadre in ballo: ci sono l'Inghilterra, l'Olanda, il Portogallo, la Francia, la Spagna, il Belgio, i campioni d'Europa della Danimarca... L'ITALIA! Capitolo 1 Inghilterra L'Inghilterra deve seppellire di gol San Marino, vincendo con almeno 7 gol di scarto, e sperare che l'Olanda perda in Polonia: il Daily Mirror ha promesso 10mila sterline (circa 25 milioni di lire) ai polacchi se batteranno l'Olanda. La serata inizia in modo grottesco, con il gol di Davide Gualtieri su sciagurato errore di Stuart Pearce, con gli inglesi che riescono a prendere gol da calcio d'inizio a favore dopo 8,3 secondi, che per 24 anni rimarrà il gol più veloce della storia delle qualificazioni mondiali, battuto da Christian Benteke contro Gibilterra, 8,1 secondi, nel 2017. Quando due anni dopo sarà la Scozia a venire a giocare a San Marino in una partita di Qualificazioni Europee, i tifosi scozzesi indosseranno t-shirt con la scritta “GUALTIERI, EIGHT SECONDS”, e lui stesso verrà coinvolto in infiniti giri di bevute gratis. L'Olanda soffre per un tempo, anche se in Polonia sono molti più gli olandesi che i polacchi, poi è una doppietta di Dennis Bergkamp a chiudere il discorso. L'Inghilterra è fuori da un Mondiale dopo 16 anni. Graham Taylor, il ct famigeratamente noto con l'appellativo di “testa di rapa” presso i tabloid” dopo l'eliminazione ai gironi di Euro 1992, verrà silurato e sostituito da Terry Venables. Capitolo 2 Galles GRUPPO 4 Belgio 14 Romania 13 Cecoslovacchia 12 Galles 12 Belgio-Cecoslovacchia (Bruxelles) Galles-Romania (Cardiff) Cecoslovacchia ha ancora chances? Se vince sì, anche se politicamente non esiste più da Capodanno... Se il Galles batte la Romania di due gol di scarto è dentro, ma è dentro anche con una semplice vittoria se la Cecoslovacchia non vincerà in Belgio: e la partita finirà 0-0. un mix di vecchi giocatori, come Mark Hughes (squalificato), Ian Rush o il portiere Neville Southall, da 10 anni portiere dell'Everton, con la new wave rappresentata da gente come Ryan Giggs o Gary Speed. Tutto il Regno Unito guarda con simpatia al piccolo Galles, che non va ai Mondiali dal 1958 – quando fu eliminato ai quarti dal Brasile, 1-0 gol di Pelé, e ha ricevuto telegrammi di incoraggiamento da Lady Diana, George Best, il primo ministro inglese John Major. Il Galles non perde a Cardiff Arms Park dal 1910. Dean Saunders: “Ho giocato 850 partite nella mia carriera, quella contro la Romania è stata sicuramente la più dolorosa”. Confronto di stili tra il calcio rumeno piuttosto cadenzato, con artisti come Hagi e signori giocatori come Raducioiu, Munteanu (che gioca a Bruges) e Belodedici (che dopo aver vinto la Coppa dei Campioni con la Stella Rossa gioca a Valencia), Dumitrescu e Petrescu, molti dei quali giocano in Italia.