Tra i volti nuovi in casa Fortitudo Bologna positiva la prestazione del nuovo pivot Geoffrey Groselle! Sotto canestro il #41 della Effe mette a referto 1️⃣3️⃣ punti in 2️⃣2️⃣ minuti conditi con 5️⃣ rimbalzi #TuttoUnAltroSport
Esistono cose nella vita che vanno al di là del razionale, cose che comunque vada ti lasciano il segno dentro. Non abbiamo vinto una Coppa o lo Scudetto, ma siamo tornati ad emozionarci veramente, a sognare, a credere che lo sport e la propria squadra del cuore possano muovere sentimenti pazzeschi e unire le persone. Il fiume umano davanti al palazzetto rappresenta il simbolo dell’identità di un popolo che si identifica nell’orgoglio di questi ragazzi, che chiudono a chiave le porte della propria casa e costringono Venezia ad andare alla “bella” per arrivare in semifinale playoff e sfidare l’Olimpia milionaria. Dal Paradiso all’Inferno e ritorno, così si può sintetizzare gara 4 con De Raffaele che lancia anche il totem Vidmar al posto di Fotu e ripropone Jerrells, mentre Poz chiede a Kruslin e Burnell di stringere i denti e giocare. Nonostante il canestro rotto da Treier in riscaldamento e il ritardo di 20 mins, Il fuoco e la fame del Banco producono un altro avvio devastante, dopo tre minuti di autentica tensione, Bendzius (25 punti assoluto MVP con 5/9 da 3p) inizia la sparatoria, Bilan (0/5 in avvio) fa una fatica terribile ma Sassari trova risorse ovunque, difende duro e sfrutta il 3/18 iniziale dal campo di Venezia, che va sotto 23-6 al 11’ con la tripla di quello che sarà un altro eroe di gara 4, ovvero Toni Katic (13 punti con 3/3 da 3p e 4 assist) e al buon impatto di Happ. Sembra la fotocopia di gara 3, invece Venezia cambia quintetti, mischia le carte con le zona e produce la rimonta con i due giocatori di maggior talento ovvero Jerrells (14 punti con 4/9 da 3p) e Daye. La Dinamo barcolla perde il filo del discorso e non segna più, la Reyer prima sorpassa poi va negli spogliatoi con tutta l’inerzia a favore grazie al gioco da 3 punti di Tonut. Il 3° quarto sembra scrivere i titoli di coda, Venezia affonda il colpo, alza terribilmente le percentuali, Watt, Chappell e la fisicità di Stone mettono in grande difficoltà la Dinamo che non riesce ad opporsi. Nel momento peggiore con le spalle al muro sul 44-56, il Banco trova non si sa dove le energie per tornare in partita, Bendzius è pazzesco per tutto quello che fa in campo, Katic è l’emblema di questo gruppo, mentre Spissu (20 punti con 3/5 da 3p e 5 assist) con il cuore, il talento, la voglia di non mollare spinge la Dinamo, micidiale 13-0 e sorpasso che cambia tutto. Venezia prova a resistere, si gioca colpo su colpo, è una battaglia nella battaglia, episodi, dettagli, emozioni, gli arbitri sono bravissimi a tenere in pugno il match e a pescare Daye nel più ingenuo degli antisportivi (storie con Bendzius che risalgono dai match di Eurocup contro il Rytas), Sassari ha ancora la forza di dare una spallata, quella decisiva, Burnell e Gentile sono fondamentali, Bilan è comunque determinante anche con la spia della benzina assolutamente rossa, Bendzius, Spissu e Katic sono il magico tris che vale la “bella”. Una notte memorabile di quelle da Dinamo, la macchina del tempo si ferma ancora una volta al PalaSerradimigni, si ferma ad ammirare gli occhi dei tifosi pieni di felicità, quelli dei bambini con la maglietta dei loro campioni, quelli del Poz che torna ad emozionarsi come un tempo. Questo non è il calcio, nè il TG1, questo è il basket con la Dinamo e la sua gente che hanno regalato ancora una volta la possibilità di sognare, di credere nelle favole, già perché comunque vada, anche in anno disgraziato che ha messo tutti in ginocchio, questo popolo ha già vinto. Solo due squadre hanno rimontato dallo 0-2 ai playoff su 35 serie, sembra qualcosa di impossibile, ma questa squadra ha 7 vite e proverà a compiere l’ennesimo passo dentro la storia.
Vi avevamo promesso una novità nelle nostre live e non c'era metodo migliore per iniziare. In questi playoff il nostro post partita sarà con Alessandro Maggi e Luca Guazzoni di Real Olimpia Milano con i quali parleremo dei match, anche se in questa situazione dopo gara 1 le emozioni hanno prevalso. L'Olimpia vince una partita incredibile grazie a un canestro sulla sirena di Zach LeDay dopo che il Bayern Monaco aveva letteralmente dominato per 30 minuti. La voce di Luca e Alessandro fa capire quanto dispiacere ci sia per i tifosi non aver potuto assistere a un'impresa incredibile. Abbiamo però ritrovato la lucidità per commentare insieme il match, anche con tutta la nostra community che è accorsa di gran carriera.
NEW ORLEANS PELICANS-BROOKLYN NETS 129-134 | Un jumper a bersaglio ruotando su sé stesso, un canestro in penetrazione nonostante la difesa fosse collassata su di lui e quattro tiri liberi a bersaglio nell’ultimo minuto di gioco: questo il bottino grazie al quale Kyrie Irving, ancora una volta orfano degli altri due All-Star, guida i Nets al successo a New Orleans, aiutato anche dai 24 punti di un Joe Harris da 10/16 dal campo - in un match chiuso da Brooklyn con otto dei dieci giocatori scesi sul parquet in doppia cifra
Gallinari superstar: 10 triple, 38 punti e 6 rimbalzi Ci voleva davvero una partita così per Danilo Gallinari. Il problema alla caviglia che lo ha rallentato proprio a inizio stagione, poi la flessione di una squadra che stava attraversando un momento non semplice, contro i Celtics però arriva quella che potrebbe essere la partita della svolta per il Gallo e gli stessi Hawks. L’azzurro produce una prestazione da cinema, regala una lezione al tiro dalla lunga distanza ai presenti alla State Farm Arena e trascina Atlanta al successo, 127-112, sui deludenti Celtics. Il Gallo mette a referto qualcosa come 10 triple (tirando peraltro con un surreale 10/12 dalla lunga distanza) e stabilisce così un nuovo record per la franchigia della Georgia, strappandolo (nove canestri pesanti) a una leggenda degli Hawks come Steve Smith. Una partita pazzesca per Gallinari che alla fine chiude con 38 punti e sei rimbalzi, trovando una serie di canestri sontuosi, un paio dei quali da distanza assolutamente siderale. La riserva di lusso di Atlanta parte fortissimo e trova subito il canestro con una facilità disarmante, i compagni lo servono e il Gallo diventa incandescente, arrivando, con gli Hawks avanti 72-49, al riposo con già 24 punti nel suo score. Copione identico nella ripresa, il canestro sembra gigante per Danilo Gallinari che segna come e quando vuole. Atlanta Hawks-Boston Celtics 127-112 Atlanta: Gallinari 38 (3/4, 10/12, 2/2 tl, con 6 rimbalzi, 2 assist, 2 recuperi e 4 turnover in 33’), Young 33 (5/12, 5/11, 4/5 tl), Collins 14, Snell 12. Rimbalzi: Collins 11. Assist: Young 7. Boston: Brown 17 (6/10, 0/6, 5/5 tl), Teague 14, Tatum, Thompson, Nesmith 13. Rimbalzi: Thompson 13. Assist: Waters, Brown, Teague 5.
WASHINGTON WIZARDS-BROOKLYN NETS 149-146 | Dopo i due tiri liberi di Kyrie Irving per andare a +5 a 12 secondi dalla fine, vari modelli statistici indicavano le probabilità di vittoria dei Brooklyn Nets tra il 95 e il 99%. Se siamo qui a citare queste statistiche, però, è perché qualcosa è successo: quel qualcosa sono state due triple in fila di Bradley Beal (dal palleggio a 8 metri da canestro) e Russell Westbrook (dopo una rubata di Garrison Matthews) nel giro di 3.8 secondi, ribaltando una partita che sembrava ormai conclusa A rendere ancora più drammatico il ko dei Nets c’è l’ultima rimessa offensiva, con Timothe Luwawu-Cabarrot che ha avuto il sottomano della vittoria tra le mani ma ha visto il pallone ballare sul ferro e uscire, condannando Brooklyn alla sconfitta dopo gli ultimi due tiri liberi di Beal. “Oggi non siamo riusciti a marcare neanche un bastone” ha detto Kyrie Irving dopo una partita in cui ha chiuso con 26 punti per fare le veci anche di James Harden tenuto a riposo per una contusione alla coscia Gli ospiti hanno confermato le sensazioni di questo primo scorcio di stagione insieme: un attacco inarrestabile e una difesa decisamente più gestibile. Kevin Durant ha chiuso con 37 punti, 7 rimbalzi e 6 assist col 52% al tiro e 13/13 ai liberi, mentre Joe Harris ha firmato il suo massimo in carriera con 30 punti e 8/13 dalla lunga distanza. È stato suo però l’errore sulla rimessa che ha permesso a Washington di recuperare la palla e dato a Westbrook il tiro del sorpasso a 4 secondi dalla fine: “È stato un errore stupido da parte mia” l’ammissione di Harris
Arriva finalmente il primo successo dei “Big Three” ma i Nets devono sudare le proverbiali sette camice per avere ragione, 128-124 il punteggio, dei rimaneggiati Heat. Dopo le due prestazioni davvero deludenti offerte a Cleveland la compagine di Steve Nash torna alla vittoria rischiando però tantissimo contro una squadra priva di pedine fondamentali come Jimmy Butler, Tyler Herro e Avery Bradley. avere nel proprio roster tre giocatori come Durant, Irving e Harden però è un lusso che in pochi si possono permettere e anche in serate nelle quali uno dei Big Three litiga con il canestro (Harden chiude con 2/8 dal campo) e la difesa fa acqua da tutte le parti, affidandosi soltanto al talento dei suoi solisti i Nets possono trovare il modo di vincere partite complicate. Così nell’ultimo quarto, dopo che Miami riprende Brooklyn, a salire in cattedra ci pensa Kyrie Irving il quale con 16 punti nella quarta frazione porta i Nets oltre la linea del traguardo. Brooklyn:Durant 31 (5/12, 4/7, 5/6 tl), Irving 28, Harris 23. Rimbalzi: Jordan, Brown 8. Assist: Harden 11. Miami: Adebayo 41 (13/19, 1/1, 12/14 tl), Dragic 19, Robinson, Nunn 18. Rimbalzi: Olynyk 6. Assist: Adebayo 9.